Ageismo

Ageismo

“Ehi, ma dimostri meno anni!”

A chi non fa piacere sentirselo dire? Viene detto con l’intenzione di fare un complimento e così noi lo percepiamo.

Però, se ci pensiamo bene, in fondo significa che questo nostro appeal deriva dal fatto che dimostriamo un’età inferiore a quella reale, come se dimostrare la propria età sia quasi un male, un elemento da negare e nascondere.

Di certo invecchiando cambiamo noi e cambia la nostra vita, ma non è detto che questa cambi in peggio, semplicemente andare avanti con gli anni significa continuare un processo di cambiamento costante che tuttavia ci rende più completi, per noi stessi e per la società.

È che la società sempre più spesso emargina le persone più vecchie, i media promuovono il mito dell’eterna giovinezza a discapito della figura dell’anziano, la stessa pubblicità esalta il consumo di prodotti attraverso immagini legate all’immagine di corpi giovani, relegando spesso i segni della vecchiaia a figure caricaturali.

È che la società è sempre più ageista.

Cos’è l’ageismo

L’Ageismo, inglesismo che deriva dalla parola Ageism, è una forma di discriminazione nei confronti di una persona in base alla sua età.

Nel lavoro: “Alla tua età dovresti stare a casa invece di rubare un posto ad un giovane”, nelle cure: “Tanto è vecchio”, nelle discussioni: “Ancora parli? Tornatene nell’ospizio?”, negli insulti: “Vecchio di merda”.

Lo stesso ageismo può discriminare anche un giovane, quante volte non ci hanno preso in considerazione professionalmente proprio perché anagraficamente piccoli? Quante volte alla nostra giovane età è stato dato il significato di incapacità ed inaffidabilità?

Noi abbracciamo appieno la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che vieta espressamente qualsiasi forma di “discriminazione basata sull’età” e vogliamo contribuire a postare alla luce ed a combattere ogni forma di pregiudizio in questo senso.

Sentirete spesso la nostra voce.

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